Mentalità Vincente di Rossella Brescia (intervista)

Stefano Santori 

D: Rossella, sono molto contento di intervistarti dopo aver condotto insieme tanti eventi legati al tema della “Mentalità Vincente”. In molti, quando ti vedono, ovviamente pensano immediatamente a una persona di successo, allegra, gioviale, preparata, priva di insicurezze e in grado di dominare il palco. In tanti si saranno chiesti: “Ma Rossella ha sempre vinto? La sua vita è stata sempre coronata da un susseguirsi di vittorie o anche Rossella ha conosciuto il sapore amaro e costruttivo della sconfitta?”.

Rossella Brescia 

R: Grazie per questa bella presentazione. Io, in realtà, ho perso diverse volte, lo dico anche con un po’ di orgoglio perché con il tempo mi sono accorta che perdere non è così tragico: è da quelle sconfitte che si rinasce, a volte anche più forti. È da quelle sconfitte che impari tante cose per non sbagliare ancora. Quindi, tutti i successi che ho avuto forse sono stati sia frutto di impegno che di sconfitte prese prima

Stefano Santori 

D: Chiaramente la curiosità che riguarda questo tabù della sconfitta normalmente si estende anche a chiedersi, e a cercare di capire, come facciano le persone poi a risorgere dai momenti cupi. Questo perché non sempre le cose vanno come uno vorrebbe, e molte volte si arriva a pensare che sia quasi impossibile rialzarsi o che sia meglio mollare del tutto. Ecco, il tema del “mollare” come lo hai vissuto nella vita? Ci sono stati casi in cui hai veramente dovuto mollare? Ci sono state situazioni in cui ti sei ricreduta oppure hai sempre tenuto “botta”? Sei sempre riuscita a resistere a tutte le intemperie, a tutte le “sfighe” della vita, continuando a portare avanti i tuoi sogni e i tuoi obiettivi?

Rossella Brescia

R: In realtà la parola “mollare” proprio non esiste nel mio vocabolario o meglio, esiste al momento della delusione, forse si protrae anche fino al giorno dopo però già dal terzo giorno è più forte di me, non riesco a mollare. Prima di dire “no”, perché magari penso che sia davvero una cosa impossibile (può succedere ovviamente), prima di arrivare a questo, veramente le provo tutte. L’ho sempre fatto studiando, impegnandomi moltissimo. Ecco perché le persone che mi circondano me le scelgo, voglio che siano come me in tal senso. Quando c’è qualcuno in difficoltà lo sfinisco affinché tolga questa parola dal suo vocabolario. Mollare proprio non esiste, non si deve fare. Ovviamente succede di mollare nella vita, perché poi alla fine una persona non deve certo distruggersi, però è importante tentare proprio il tutto e per tutto. In genere poi ci riesci. Può succedere di non farcela, ma il più delle volte ce la fai.

Stefano Santori

D: Un altro tema molto caldo che riguarda il “vincere-perdere” è legato al concetto di bilanciamento, di equilibrio. Ovviamente, se una persona per vincere nel gioco degli affari deve perdere tutti gli affetti, e non avere neanche una famiglia, magari la domanda diventa: “Ma ne vale la pena?”. Ecco, su questo tema sono veramente curioso di avere il tuo punto di vista: “Come bilanci le cose? Che cosa è per te vincere?”. Una persona, ovviamente, deve fare dei sacrifici. La carriera a volte può comportare sacrifici fisici, di alimentazione, di tempi, di sforzi, di fatica o anche di minor tempo da dedicare ai figli, al compagno, alla compagna, agli amici, ai genitori. Come gestisci e come hai gestito finora il bilanciamento? Per riuscire a vincere in tutto qual è il tuo trucco, il tuo segreto per riuscire a tenere la tua vita e le tue vittorie bilanciate? Questo è molto importante perché, chiaramente, perdere l’equilibrio in un mondo dove veniamo distratti è sin troppo facile.

Rossella Brescia

R: Trovare l’equilibrio nella vita privata e nel proprio lavoro o, meglio dire, equilibrio tra la vita privata e il proprio lavoro, è un po’ difficile però si può fare tutto. È chiaro che per essere una persona vincente devi avere anche una famiglia, una cerchia di amici, una persona che magari condivide con te la tua vita, che sia fatta proprio per te. Quelle frasi che si dicono “Dietro una grande donna c’è un grande uomo” o “Dietro un grande uomo c’è una grande donna” le reputo vere perché, alla fine, ricaviamo energia anche dalla persona con cui condividiamo la nostra vita. Ovviamente, è molto importante la famiglia. Penso che possedendo il giusto equilibrio nella vita una persona riesca anche a capire quando si sta spingendo oltre. È sempre giusto trovare l’equilibrio. Poi, per cercare di non esagerare con il lavoro, magari per raggiungere degli obiettivi e degli importanti livelli, nella vita mi sono sempre trovata bene con il programmarla. Essere pragmatici penso sia importante perché altrimenti, tante volte, perdiamo solo tempo. Forse, con questo concetto di pragmatismo e di equilibrio, sono riuscita a essere sempre nella giusta posizione per gestire la mia vita privata e anche la mia vita lavorativa.

Stefano Santori

D: Un’ultima curiosità che i lettori vorranno sapere e apprezzeranno molto leggere la risposta. Se dovessi indicare le due o tre regole del gioco per vincere nella vita, come nei famosi 10 comandamenti, quali indicheresti? Delle regole come ad esempio: “Se vuoi vincere nella vita devi essere X Y, devi sapere fare la cosa A B C, devi avere questa caratteristica etc.”. Ovviamente, ti ho fatto degli esempi vaghi perché non desidero influenzarti. Puoi dirci, dunque, due o tre regole universali, regole del gioco che comunque se rispettate, come se fossero dei comandamenti quasi religiosi, aiutano le persone ad aumentare le chance di vincere? Questa è l’ultima domanda quindi grazie di cuore per il tuo contributo.

Rossella Brescia

R: Allora, nella mia vita come regola basilare c’è l’umiltà da sempre. Sono una persona che forse a volte è un po’ troppo umile, anche se penso che l’umiltà non sia mai davvero troppa. L’umiltà porta ad avere l’atteggiamento giusto per imparare, per diventare una spugna e apprendere tante cose. Se ci si pone con un atteggiamento di superiorità alla fine non se ne viene fuori. Tuttavia, non va bene nemmeno essere troppo dimessi. Ecco perché torna, anche in questo caso, l’equilibrio di cui si parlava prima: nelle regole e nella stessa umiltà che si deve possedere occorre il giusto bilanciamento. Umiltà e onestà. Il mio lavoro l’ho fatto sempre con grande onestà, per esempio non mi sono mai presentata a un casting pensando: “Dai, va bene, tanto che ci vuole!“. No, ogni volta che vado studio sempre. Poi magari vanno anche male però almeno la mia figura da professionista l’ho fatta. E poi qui ritorna un po’ anche la vita privata. Tante volte ho detto dei “no” per amore. Attenzione a capire veramente se la persona che ti sta a fianco è quella giusta, colei che riesce a darti adeguata energia o te la risucchia e basta. È fondamentale capire anche questo. A volte, si ha un approccio troppo gentile, troppo buono e allora qualcuno se ne approfitta e ti assorbe energia. Invece, la persona che deve stare al tuo fianco, e deve condividere con te la vita, per essere vincente anche nel tuo lavoro, deve saperti donare tanta energia e allo stesso modo devi saperla dare tu. Quindi, queste sono le tre cose. Ti dico l’ultima: ho parlato di questo perché nella vita ho sbagliato diverse volte. E come vedi tutto torna, dagli errori si impara. Io ho imparato che tutte le rinunce fatte per amore sono state un errore perché poi alla fine non è rimasto né il lavoro né l’amore. Quindi, evidentemente una persona che cerca di cambiarti è una persona che non ti ama abbastanza. Invece, per essere vincente nella vita e anche nel lavoro, devi assolutamente trovare una persona che condivida la vita con te e che ti rispetti in tutto e per tutto. Io ringrazio voi e te per questa chiacchierata. Grazie mille!

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